Disturbi alimentari

Posted by on 15 Set, 2010 in Di cosa mi occupo | 0 comments

Disturbi alimentari

Chi non ha mai pronunciato la frase “Da lunedì mi metto a dieta”? 

Chi non ha mai sperimentato un sentimento di frustrazione e vergogna guardandosi allo specchio? 

Chi non ha mai pensato di dover rimettersi in forma in vista della prova costume, pensando “questa volta la palestra mi tocca”…? 

Chi non ha mai sperimentato un piccolo rimorso dopo aver consumato un pasto abbondante?

 

 

Chiunque abbia mai intrapreso una dieta ha sperimentato almeno una volta il famoso effetto yo-yo, che fa recuperare peso con gli interessi dopo un periodo di restrizione dietetica. Il più grosso problema del seguire una dieta, infatti, non sta nella dieta in sé, ma nel riuscire a mantenere i risultati raggiunti.

Questo risulta difficile perché consideriamo la dieta come una restrizione e non come uno stile alimentare. E’ il significato che attribuiamo alla dieta e ancor di più al cibo (affetto, noia, distrazione…) che cambia il nostro rapporto con quest’ultimo: come sempre il governo del nostro corpo passa attraverso il governo della nostra mente. Per questo motivo un percorso psicologico di accompagnamento alla dieta può riuscire a disinnescare certe dinamiche disfunzionali nel rapporto con il cibo, che ci portano a fare “altalene” continue con il nostro corpo e a sentirci di conseguenza instabili e frustrati.

Spesso però il rapporto con il cibo si trasforma in un problema più serio di un piccolo senso di colpa per aver trasgredito a tavola. E’ il caso in cui si inneschi un vero e proprio disturbo alimentare. Quando parliamo di disturbi alimentari e problemi con il cibo, ci riferiamo a problematiche che tutti conosciamo con i nomi di anoressia e bulimia. Vediamo di seguito i principali disturbi alimentari.

 

ANORESSIA

 

A volte la forte motivazione a perdere peso assume le sembianze di un’ossessione e grande timore di acquistarlo, associato ad alterazione dell’immagine corporea, ovvero la percezione del proprio corpo come più grosso di quanto sia realmente. In questo caso si parla di anoressia, in cui la persona cerca costantemente di mantenere un peso corporeo inferiore a quello considerato normale per età e statura.
Spesso le persone con questo problema fanno uso di diuretici e lassativi e svolgono un’eccessiva attività fisica volta a bruciare le quantità (già ridotte) di calorie immesse nell’organismo. Andare in pizzeria o al ristorante con gli amici diventa motivo di forte ansia così come partecipare a un compleanno o a un matrimonio, eventi in cui sarebbe ovvio mangiare in pubblico.

Spesso i pensieri sul cibo assillano la persona anche fuori dai pasti, distraendola dai compiti quotidiani di scuola o lavoro: tutto ruota intorno a pensieri su cosa si DEVE mangiare, sulla paura di prendere peso o sul calcolo delle calorie da smaltire.

Solo una piccola percentuale di persone che soffre di disturbi alimentari chiede aiuto, questo perché la persona non sempre si rende conto di avere un problema. All’inizio la perdita di peso può gratificare la persona che si sente più energica, riceve complimenti, si sente più bella e sicura di sé. Dopo un periodo iniziale sono di solito amici e familiari che, allarmati dall’eccessiva perdita di peso, si rendono conto che qualcosa non va. Quando questi evidenziano il problema, tuttavia, capita spesso che la persona reagisca male con frasi del tipo: “non ho nessun problema, pensa agli affari tuoi, io sto benissimo!”. In altri casi è la persona stessa che li informa, con soddisfazione, dei suoi pericolosi obiettivi di perdita di peso e della magrezza ideale e utopistica che vuole raggiungere.

 

BULIMIA

 

La Bulimia Nervosa (letteralmente “fame da bue”) si caratterizza per la presenza di “abbuffate”, che la persona vive al di fuori del proprio controllo, alle quali seguono comportamenti di compensazione finalizzati a ostacolare l’aumento di peso, come vomito, uso di lassativi, clisteri, digiuno o intensa attività fisica. Le persone con Bulimia Nervosa hanno di solito un peso normale, anche se in qualche caso possono essere in sovrappeso.

Di solito le abbuffate vengono fatte con i cibi considerati “proibiti” come i dolci, i carboidrati e i grassi, ovvero alimenti che, al di fuori delle abbuffate, le persone con bulimia cercano di eliminare dalla propria alimentazione. Un fattore molto importante nell’esordio è proprio la dieta: la persona comincia a seguire un regime alimentare molto ristretto, a cui segue un’abbuffata e poi di nuovo un regime rigido, generando un circolo vizioso che consolida e mantiene il disturbo stesso.

Come nell’anoressia anche la persona con bulimia ha una percezione distorta della propria immagine corporea, sentendosi più grassa e gonfia di quanto realmente sia, e su tale percezione costruisce la stima di sé. Emozioni negative e sensi di colpa o vergogna alimentano il circolo vizioso e contribuiscono a radicarlo, impedendo le richieste di aiuto o la possibilità di condividere il problema con qualcuno.

 

BINGE EATING o Disturbo da Alimentazione Incontrollata

 

Viene descritto dalla letteratura classica come un disturbo caratterizzato da abbuffate con perdita di controllo, senza vomito o altre condotte di compensazione. La maggior parte delle persone con queste problematiche possono essere obese o in sovrappeso.

Spesso la persona trascorre brevi periodi di digiuno, nell’ottica di potersi concedere un’abbuffata all’occorrenza. Anche in questo caso l’abbuffata è seguita da sentimenti di colpa, vergogna per ciò che si sta facendo, intenso disagio e umore depresso.

Per informazioni e consulenze contattami al numero 339.5243420.
468 ad