Mente e Corpo

Posted by on 15 Set, 2010 in Di cosa mi occupo | 0 comments

Mente e Corpo

Questa sezione si riferisce non solo a tutte quelle problematiche di natura psicofisica che l’uomo può sperimentare nella sua quotidianità, ma anche alle pratiche terapeutiche che possono influenzare il benessere personale.

Sono numerosissimi ormai gli studi che rilevano come, al mutare degli stati di coscienza, per esempio come avviene nella meditazione o nelle situazioni di stress, si producono variazioni misurabili a livello dei linfociti, a livello del sistema endocrino e del sistema gastrointestinale.

Questo pone in evidenza il funzionamento del nostro organismo come sistema e non più, come si credeva in passato, come la somma dei singoli organi che lo compongono: pertanto l’individuo deve essere considerato in termini olistici (olos in greco significa “tutto”, “intero”). E’ ormai provato da tempo che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro. Ciò significa che mente, emozioni e corpo non sono entità separate, ma interconnesse tra loro e con l’ambiente circostante.

Uno degli indirizzi più promettenti della ricerca in psicosomatica negli ultimi trent’anni è quello della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), che ha l’obiettivo di chiarire le relazioni tra funzionamento psicologico, neurotrasmettitori a livello cerebrale, sistema endocrino e funzionamento del sistema immunitario. La PNEI prende vita dagli studi di Candace Pert, la ricercatrice del NIMH, scopritrice delle endorfine e dei neuropeptidi, le cui ricerche sostengono che non sia più possibile separare l’aspetto fisico dall’aspetto mentale.

In passato si parlava di psicosomatica riferendosi ad essa solo in relazione a quelle malattie organiche la cui causa era rimasta oscura e per le quali (quasi per esclusione) si pensava potesse esistere una genesi psicologica. Oggi al contrario si parla non solo di psicosomatica, ma di un’ottica psicosomatica corrispondente ad una concezione della medicina che guarda all’uomo come ad un tutto unitario, dove la malattia si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.

Nello specifico, i disturbi di tipo psicosomatico possono manifestarsi nelle seguenti forme:
– disturbi gastrointestinali come gastriti, coliti, ulcera, colon irritabile, stipsi, nausea, vomito, diarrea (sono tra i disturbi più frequenti);
– disturbi cardiocircolatori come tachicardia, aritmie, ipertensione arteriosa, emicrania;
– disturbi dell’apparato respiratorio;
– disturbi del sistema cutaneo come psoriasi, acne, dermatite, prurito, sudorazione profusa, eritema pudico (rossore da emozione);
– disturbi urogenitali e sessuali come dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi;
– disturbi muscoloscheletrici come ad esempio la cefalea tensiva.

Esempi di disturbi senza immediate manifestazioni corporee, che però agiscono con danni al benessere corporeo nel lungo termine, sono i disturbi del sonno, i disturbi da stress e i disturbi dell’alimentazione.

L’approccio terapeutico ai disturbi psicosomatici non può essere soltanto medico o farmacologico, in quanto il solo farmaco in quest’ambito di pertinenza sarebbe funzionale al sollevamento del sintomo, senza alcuna efficacia sull’equilibrio mente-corpo, così fondamentale nell’insorgenza di problematiche anche di grande rilievo.

468 ad