Psicoterapia Interazionista

Psicoterapia Interazionista

“Agisci sempre in modo da aumentare il numero di scelte”.

 

H. Von Foerster

 

 

 

La Psicoterapia è una relazione tra due individui, cliente e psicoterapeuta, in cui si affrontano situazioni di disagio e sofferenza psicologica, attivando processi di cambiamento nella direzione di un maggior benessere psicologico della persona che chiede aiuto.

La Psicoterapia Interazionista si contraddistingue da altri approcci psicoterapeutici per il pluralismo teorico e il pragmatismo conoscitivo con cui si muove il professionista (Salvini, 1988). Il terapeuta che utilizza tale modello teorico è infatti consapevole della molteplicità dei punti di vista: molteplici possono essere le versioni di una stessa realtà, gli strumenti e le modalità per farvi fronte e, soprattutto, gli orizzonti percorribili di cambiamento. 

Lo Psicoterapeuta Interazionista utilizza dunque, nella sua pratica, tecniche derivanti da differenti approcci in base alla persona che chiede consulenza, al problema che porta e al modo peculiare con cui questo si è costruito e viene a mantenersi. In modo pragmatico, integra tecniche cognitive, strategiche, narrative, dialogiche, olistiche e costruttiviste.

La teoria alla base interpreta i comportamenti e gli stati mentali problematici come tentativi disfunzionali di adattamento alle situazioni e ai relativi contesti di vita.

La persona che soffre è bloccata in pensieri, comportamenti e schemi mentali che la inducono a stare male, pertanto il lavoro terapeutico si muove nella direzione di aumentare le alternative possibili.

L’obiettivo della Psicoterapia Interazionista è dunque quello di produrre un cambiamento – nelle persone che lo richiedono – nel sistema di costrutti, schemi mentali e comportamenti, che generano situazioni conflittuali, di sofferenza soggettiva o di difficoltà sociali.

 

Se hai altre domande o vuoi prenotare un appuntamento contattami al numero 3395243420.

ALCUNE TESTIMONIANZE DI FINE PERCORSO TERAPEUTICO…

 

 

Una ragazza con problema di attacchi di panico:

“Questo lavoro su di me mi è servito in qualche modo per farmi cambiare, perché era ora che certe cose a casa o con gli amici si modificassero…senza accorgermene mi sono provocata i problemi che avevo per comunicarmi che non ce la facevo più…Mi sono resa conto che è proprio tutta una cosa di testa. Dipende da me.

Una donna con la richiesta di superare un periodo difficile della sua vita sentimentale:

“Non guardo più nel complesso, il paesaggio generico che vorrei creare, distante, lontano. Guardo i dettagli presenti, vicini, belli e brutti. Mi soffermo su quello che c’è. Quando stavo male non avevo voglia di fare niente, ero condizionata dai sogni lontani che desideravo per me. Oggi ho una visione diversa, vedo cose diverse.”

Un uomo con forti sensi di colpa per alcuni suoi comportamenti passati che non riusciva più ad accettare:

“Avevo delle ragioni che non riuscivo a cogliere finchè continuavo a giudicarmi, a martoriarmi. Ho scoperto che le mie ragioni non valgono meno di quelle degli altri e che le conseguenze di ciò che ho fatto mi hanno fatto diventare quello che sono. Non potevo vederlo prima, avevo i paraocchi sul dolore. Ora so come non ricadere nelle trappole che non mi facevano più vivere…Guardo avanti.”